Sisto V, al secolo Felice Peretti, marchigiano di Castellammare, appartenente all'ordine dei Frati Minori Conventuali, fu il 227° pontefice della Chiesa Romana e regnò dal 1585 al 1590.
In soli 5 anni di pontificato con una rivoluzionaria trasformazione urbanistica cambiò il volto di Roma da piccola città medioevale in straordinaria metropoli moderna, modello che nei secoli successivi fu imitato in molte grandi città europee.
Con l'ausilio delle grandi capacità dell'architetto papale Domenico Fontana, la dotò di una nuova struttura viaria caratterizzata da lunghi rettilinei, che collegavano le principali basiliche dell'Urbe.
Rettilinei a quei tempi ancora facilmente realizzabili, data la scarsa urbanizzazione di alcune aeree, soprattutto quelle della zona dei Monti (colli Viminale e Quirinale), ove per la scarsa disponibilità di acqua erano ancora poco densamente popolate.
Il rettilineo più noto fu la Strada Felice (lungo quasi 3 km) che collegava la Basilica di Santa Croce in Gerusalemme con il Pincio (Trinità dei Monti), passando per la Basilica di Santa Maria Maggiore.
Agli estremi di questi rettilinei fece erigerei degli obelischi egizi, dissotterrati e ricomposti in quegli anni, che avevano adornato la Roma imperiale, ove erano giunti come bottino di guerra dopo la conquista dell'Egitto e dove erano andati perduti durante la caduta dell'impero.
Lungo i rettilinei sistini si incontrano anche opere erette successivamente, come la colonna Liberiana (o della Pace) davanti il sagrato della Basilica di Santa Maria Maggiore, voluta da Paolo V Borghese, proveniente dalla Basilica di Massenzio ed elevata nel 1614 dall'architetto papale Carlo Maderno.
O come l'obelisco Sallustiano, posto alla sommità delle scalinata di Trinità dei Monti, voluto da Pio VI Braschi nel 1789.
Esistevano anche degli obelischi adornati dalla presenza di una fontana.
Alla base dell'obelisco Lateranense c'era e c'è una fontana di inizio '600 alimentata dall'acquedotto Felice sulla quale pare abbiano messo mano addirittura 3 pontefici: Clemente VIII Aldobrandini, Leone XI Medici e Paolo V Borghese, ognuno aggiungendo qualche fregio particolare che richiamasse i simboli araldici della propria casata.
L'obelisco Flaminio aveva invece una fontana (detta del Trullo) alimentata dall'acquedotto Vergine realizzata da Giacomo Della Porta nel 1572 ma rimossa da Giuseppe Valadier nel 1828 quando Leone XII Della Genga gli commissionò la riconfigurazione della piazza.
Questa prevedeva la sua sostituzione con l'odierna e più scenografica fontana dei Leoni (attualmente la fontana del Trullo giace affogata in un parcheggio nella poco lontana piazza Nicosia).



