martedì 7 luglio 2026

VIA PAPALIS

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La Via Papalis era lo storico itinerario percorso dal pontefice durante la cerimonia d'insediamento nota come "presa di possesso della città". Questo evento, celebrato all'indomani dell'elezione al soglio pontificio, vedeva il nuovo Papa, nella sua veste di Vescovo di Roma, lasciare la Basilica di San Pietro per raggiungere la Basilica di San Giovanni in Laterano, sede ufficiale della cattedra episcopale.

A prescindere dalla modalità del trasporto — che fosse a dorso di mula, in lettiga o in carrozza — la solenne processione mantenne sempre il nome tradizionale di "cavalcata". Si trattava a tutti gli effetti di un fastoso cerimoniale pontificio che si sviluppava secondo un minuzioso e rigido protocollo.

Il corteo era uno spettacolo straordinario: un interminabile e variopinto dispiegamento di Guardie Svizzere, prelati, ambasciatori, curiali, ordini religiosi, palafranieri e funzionari capitolini. Questa imponente sfilata si snodava tra le vie più suggestive di una Roma in cui convivevano vestigia imperiali, medievali, rinascimentali e barocche. Ad accoglierla, una folla festante assiepata ai margini delle strade — contenuta a stento da armigeri e guardie di palazzo — e una città letteralmente parata a festa, con finestre e balconi adornati da preziosi arazzi e gonfaloni.

La processione prendeva il via da San Pietro, attraversava il rione Borgo fino a Castel Sant'Angelo e, una volta oltrepassato il Tevere, si immetteva nel cuore della città profonda, ricalcando le attuali via dei Banchi Nuovi, via del Governo Vecchio e piazza del Pasquino. Proseguiva poi lungo via del Sudario e l'area del Gesù per salire in Campidoglio. Da lì, dopo aver superato il Foro Romano lungo la secolare Via Sacra, il corteo costeggiava il Colosseo per raggiungere, infine, la Basilica di San Giovanni in Laterano.

Questo tragitto, tortuoso e tutt'altro che agevole a causa di un tessuto urbano originariamente angusto e sinuoso, è in gran parte percorribile a piedi ancora oggi. Gli sventramenti urbanistici di fine Ottocento e inizio Novecento hanno infatti modificato l'itinerario solo in alcuni punti, risparmiando i segmenti più caratteristici. Tra questi spiccano quelli presenti nell'Ansa Barocca, rimasti praticamente intatti nel loro fascino originario.

Camminare oggi lungo questa antica via significa attraversare un vero e proprio museo a cielo aperto: per comprendere la straordinaria densità di bellezza di questi luoghi, basta scorrere l'elenco dei monumentali architetti che, passo dopo passo, hanno firmato le facciate, le chiese e i palazzi sorti lungo il cammino.















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